Friday, March 30, 2007

GO BILLY, GO!

Oggi voglio parlarvi di Billy, protagonista di una storia di discriminazione come tante se ne possono scrivere.
Se non fosse per il solo fatto che a Billy è stata data la vita, rendendolo qualcosa di più di un personaggio, dalla scrittrice americana Patricia Nell Warren nel lontano 1974.
"La corsa di Billy" arriva in Italia, con un'ottima traduzione di Silvia Nono, grazie a Fazi, qualche mese fa. In questo anno. 2007.
E se il libro in questione fosse solo eccezionalmente appassionante e ben scritto (come in realtà è) bollerei il caso come una clamorosa svista da parte dell'editoria nostrana.
In verità credo che non si sia trattato di un puro caso. Bensì di una generica immaturità dei tempi (quella dei favolosi anni '70 in Italia) per la pubblicazione di un libro di questo genere nel nostro paese.
Perchè è di generi che in questo libro si parla.
"La corsa di Billy" in America fu semplicemente etichettato come romanzo gay, suscitando scalpore e indignazione da una parte, dall'altra osannato fino a diventare un libro di culto.

Dopo 33 anni è giusto pubblicarlo anche in Italia.
Con oltre dieci milioni di copie vendute almeno uno "normale" lo avrà pur letto, no?