Thursday, January 25, 2007

SOPRAVVIVERE AGLI ZOMBI

Anna Voig (...) dichiara di essere venuta in possesso di un manuale di sopravvivenza molto particolare, di indubbia utilità.
L'altra notte mi aggiravo senza meta e senza sonno nel mio nuovo nascondaglio, a farmi compagnia una Maine Coon blue diamond senza un occhio, fino a quando dei rumori dannatamente sospetti mi hanno fatto rimpiangere il Rottweiler Fritz passato ad altra vita durante l'operazione shutfuckup.
Proiettile in canna mi sono avvicinata alla porta e ho ascoltato.
Qualcuno o qualcosa stava ravanando dietro la mia porta d'ingresso. Da sotto lo stipite fluiva un olezzo che mi ricordava Bombay operazione ican'tbreath.
Insospettita, affino le antenne e il colpo in canna.
Oh merda, non saranno mica tornati gli Zombie, vero??
Gli Zombie mi perseguitano da svariati anni, e non sono mai riuscita a sconfiggerli in modo definitivo.
Mi hanno sempre trovata a intervalli più o meno regolari - diciamo che ultimamente dopo la fuga in occasione dell'operazione madonnina, li avevo seminati facendo mangiare loro merda, altro che carne umana!
Ma l'altra notte non avevo neanche un cane con cui parlare, a parte la gatta Maine Coon blue diamond senza occhio e a quanto pare pure l'allibratore non rispondeva al telefono dopo che ero incappata in una scommessa truccata.
Sola, senza sonno e senza pace me ne stavo lì, a guardare La casa dei 1000 corpi.
Finito anche quel film, gli extra con i contenuti speciali relativi ai casting, le scene, l'intervista a Rob Zombie (notevole - in due sensi - e uno di questi non è di certo la sua attività di musicista, se consideriamo che uno degli aspetti notevoli è legato alla sua grande capacità nella regia e nella sceneggiatura del film), inserisco nel mio dvd player La casa del diavolo, vale a dire il sequel de La casa dei 1000 corpi (purtroppo quest'ultimo dvd non contiene altre interviste a Rob Zombie, che firma il sequel con una regia ironica e intelligente - ma questo non ha nulla a che vedere con l'altro senso del notevole di cui vi parlavo prima).
Dunque guardavo l'ultima scena, quella in cui i tre protagonisti armi in pugno, capelli al vento (per lo meno a chi sono rimasti) si lanciano a tutta velocità contro il posto di blocco (ehm...volevate vederlo?!), e dei rumori molto sospetti fuori dalla mia porta mi distolgono dalla nuvola di proiettili che colpisce i protagonisti di questo esilarante horror.
La scia di un odore nauseabondo mi fa subito pensare ai miei polli...
Cazzo ragazzi, sono tornati!

Appoggio la pistola sul comodino e mando un messaggio via fax all'allibratore al numero che utilizza per le scommesse clandestine, quelle last second, e gli scrivo:
AAAllibratore, sono tornati più maleodoranti che mai...non è che potresti mandarmi qualcuno per disinfestare il mio scantinato? Mandami tutti ma non il rappresentante del Folletto maniaco dell'ordine, che anzichè preoccuparsi degli zombi l'ultima volta ha tirato a lucido il mio nascondiglio a vuoto, perchè poi ho dovuto ripulire io i suoi resti sbriciolati da quel morto vivente con i capelli ancora ingellati (credo che i truccatori ingaggiati dalla famiglia avessero esagerato con la cera per capelli...gli stavano ancora su dritti tipo Billy Idol in Shock to the system - solo che gli mancava proprio il physique du role, non era affatto incazzato quel mortovivente con la tutina Adidas tipo Ben Stiller nel film I Tenenbaum, aveva solo fame...tutto lì). Quindi ti prego. Fai una selezione uno screening accurato, non mandarmi perditempo o improvvisatori. Qui è già pieno di maghi Casanova e io ho solo bisogno di dormire. Posso contare sul tuo aiuto?
Firmato
Anna Voig

Premo invio e buonanotte al secchio, per così dire.
Non faccio neanche in tempo a spillare il rapportino circa l'esito favorevole del mio messaggio che sento un picchiettio sul vetro della mia finestra.
Scosto le tende...sul davanzale trovo un libro.
Apro le imposte con circospezione e velocemente ritiro il bottino.
Ho tra le mani un vero e proprio manuale di sopravvivenza.
Titolo: Manuale per sopravvivere agli Zombi.
Autore: Max Brooks.
Editore: Einaudi - collana stile libero.

I rumori dietro la porta continuano.
Il tempo stringe e sfoglio velocemente il mio tesoro:
caratteristiche degli zombi, lo zombi vudù, lo zombi hollywoodiano, gli attacchi zombi, riconoscere un attacco zombi, armi e tecniche di combattimento, e...
Capitolo terzo (dedicato alle azioni di difesa):

"L'assedio è cominciato. Gli zombi sciamano intorno alla casa, tentano ostinatamente di entrare, ma invano. A questo punto, le vostre preoccupazioni sono tutt'altro che finite".

Altro che palle - dico. Se sono sotto assedio sono rovinata. Inizio davvero a preoccuparmi, accendo un sigaro e cerco di pensare...sono pure a corto di proiettili! Continuo a leggere:

"Aspettare che termini un assedio non significa stare seduti a non fare niente. Per sopravvivere in uno spazio limitato ci sono diversi compiti da svolgere con regolarità e disciplina."

Cosa dovrei fare allora Signor Max Brooks? Chiedere una mano al vicino? Si dà il caso che io abiti in un nascondiglio piano terra di un vecchio edificio d'epoca. Gli appartamenti dei condomini residenti si contano sulle dita di una mano, tutto il resto è aria fritta (quindi parlo di avvocati, notai, qualcosa di incomprensibile relativo a infortuni e blablabla, commercialisti e pure una casa di produzione cinematografica). Cosa suggerisci allora?

"Strategie di difesa per la casa a due piani".

Oh mon Dieu! Io vivo in una casa a sei piani! Ma vado avanti comunque:

1) Chiudete a chiave tutte le porte e finestre. Certo una lastra di vetro non fermerà uno zombi, ma il rumore del vetro infranto fungerà da avvertimento.

2)Correte al piano di sopra e aprite il rubinetto della vasca. Può sembrare stupido, ma non c'è modo di sapere quando verrà bloccata l'erogazione dell'acqua. Dopo qualche giorno sarà la sete il vostro peggior nemico.

Bene, bene, bene. No, dico, sono proprio nella merda!

1)Non ho lastre di vetro. Così su due piedi non saprei proprio dove recuperarle...sono solo le tre del mattino e la mia ferramenta di fiducia, qui Roma, quartiere Prati città, non apre prima della 11...

2)La questione dell'acqua è un problema serio, diamine. Io mi scolo 3 litri d'acqua al giorno, e considerato che non ho la vasca, bensì una doccia enorme ma inutile, dovrò provvedere a rifornirmi con tutto quello che ho a disposizione: lavabo della cucina, lavabo del bagno e a questo punto anche il bidet vale...

Proseguo con la mia lettura:

3)Cercate le migliori armi possibili. Devono essere leggere e, possibilmente, applicabili al corpo in modo tale da avere entrambe le mani libere. Queste saranno infatti molto occupate per almeno un'ora.

Oh Dio...questo parte caro Max non mi risulta molto chiara...intanto sento lo zombi scalciare contro la mia porta...

4)Cominciate ad accumulare scorte al secondo piano. Usate l'elenco alle pagine 93-94. Solitamente il 50% degli oggetti si trova già in casa...non prendete tutto, solo lo stretto necessario: una o due armi, un po' di cibo (avete già una vasca piena d'acqua), una torcia elettrica e una radio a batterie...ricordate: potreste avere i minuti contati!

5)Demolite le scale! Questo metodo garantisce l'incolumità perchè gli zombi non sono in grado di arrampicarsi...certo distruggere le scale richiede tempo ed energie, ma bisogna farlo. Ne va della vostra vita...

La situazione si fa sempre più complicata e quel morto vivente dietro la porta inizia davvero a irritarmi adesso e...

"Bastaaa! Fuori dalle palle, c'è gente che non riesce a dormire la notte con tutto sto casino e sti lamenti, sti calci, sto odore e sto ansimare...e..."

Un urlo. Un altro. Qualcuno sta scendendo le scale di corsa. Un urlo ancora.

La riconosco! E' la moglie dell'amministratore, qui, proprio qui, dietro la mia porta!

Prendo la mia P38 e con un calcio spalanco la porta e quello che vedo mi manda all'aria tutto, la strategia di difesa, le mie preoccupazioni, i miei dilemmi.

Accasciato a terra c'è il dottor Gaetani, ottantenne amministratore del mio condominio, soffre d'insonnia anche lui...

Stringe in mano ancora la busta che mi stava infilando sotto la porta con le spese del riscaldamento.

A questo punto, molto semplicemente, non mi resta che chiamare il 118.






Friday, January 12, 2007