Friday, November 24, 2006

ANNA VOIG SCARCERATA GRAZIE ALL'INDULTO

Sul Messaggero di Roma...24 novembre 2006:

Anna Voig, la spia dell'ex DDR, ha visto spalancarsi le porte della cella in cui era stata reclusa per spionaggio - in seguito alle dichiarazioni di alcune fonti mai verificate dai nostri servizi segreti. Grazie all'indulto la spia dai capelli rosa che avrebbe dovuto scontare una pena pari a 2 anni - due - e 2 mesi - due - è tornata in libertà.
All'uscita dal carcere ci è apparsa particolarmente confusa con il suo cappello piumato (un antico ricordo lasciatole dal funzionario Stasi Markus Fichter) e i jeans sdruciti, stracciati all'altezza del polpaccio destro.

Anna Voig si copre il viso e inforca gli occhiali sixties neri.

"Signora Voig - le domandiamo - il suo ruolo di spia cambierà in qualche modo dopo questa terribile esperienza?"

La Voig si guarda intorno.
Realizza di essere a Roma.

Prende un taxi e si dirige nel suo nuovo quartiere.
Ora sembra ricordare i dettagli che hanno portato al suo arresto.

"Stavo spiando le donne di questo quartiere - dice con quella sua g strascicata - scattavo foto, misuravo passi, strati di rossetto, di pailettes, di tette cadenti e astri nascenti, culi cagati e rimpolpati, bocche cucite e capelli posticci, quando mi sono accorta che mancava il filo rosso che univa le mie informazioni. Mancava un leit motiv a questa catalogazione perchè fosse immediatamente comprensibile per il mio cliente.
Erano giorni di inferno, il telefono continuava a squillare, l'operatore fastweb era fuggito con il mio collegamento - ero fottuta - fumavo sigari e bevevo tequila BUM BUM, l'editor suggeriva una cena per la sua festa, il produttore di sogni una scampagnata all'eremo di suo zio, un italiano sui cinquanta - 50 - fuggito dal Brasile dove aveva ingravidato il 70% delle giovani sopra i 18.
Io continuavo a scrivere, intervallando pensieri, riflessioni, giochi di parole, lascia o raddoppia, chi c'è c'è ad acquisti folli in Via dei banchi vecchi - Anna Voig acquista solo orecchini - senza che l'aria dolce, troppo dolce per le sue ossa dure del nord, suggerisse 1 parola - una - per il suo leit motiv che unisse le donne catalogate.

1 giorno - uno - trovai lui, Mr Trash...si diletteva con un coniglio rosa nero e si lamentava delle tope aride di periferia.

Ad un certo punto tutto mi fu chiaro. Il leit motiv iniziò il preludio più maestoso che avessi mai udito.

Le parole di Mr Trash riecheggiavano e si sbattevano l'una all'altra, come mosche ricoperte di caramello.

Avevo trovato il filo rosso che univa tutte le donne catalogate nel mio nuovo quartiere.

FIGHE DI GESSO.

Inviai il mio rapporto tramite corriere espresso.
Esattamente 1 giorno - uno - dopo fui imbavagliata, legata e sbattuta in cella.

"Mai fidarsi delle fighe di gesso" - sussurra Anna Voig.

Tuesday, November 14, 2006

PER UN PUGNO DI FRAGOLINE DI BOSCO

La mia cella ha cambiato forma e colore. Con un solo battito di ciglia il tigurio si è trasformato in una suite imperiale. L'aria è calda, profuma leggermente di pera e menta peperita.
Sono sdraiata su drappi e la mia colonna sonora è cantata direttamente dalla rossa americana dalla voce sottile e profonda.
Un piano accompagna le pieghe del mio avambraccio mentre cerco di sollevarmi dal letto candido.

Inevitabilmente non posso fare altro che chiedermi da dove arrivi tutto questo e soprattutto perchè.
Dallo specchio Mr Pink, in smoking, fa una smorfia e ghigna.

"Mr Pink cosa è successo? Ho forse vinto alla lotteria?"

Con un piccolo salto viene fuori dallo specchio e si avvicina...porta un paio di zeppe rotte a dispetto dell'abito impeccabile.
Si fa sempre più vicino.
Io resto in attesa mentre Mr Pink comincia ad inciampare, a rallentatore. L'espressione del suo viso cambia con una dolorosa lentezza, le sue labbra si contraggono in interminabili minuti, fino a tracciare i contorni scarni di una piccola "O".

Mi raggiunge. Finalmente mi raggiunge. Ansima. Si aggrappa al mio letto per non cadere, in un movimento infinito...

Io resto ancora in attesa e ho quasi dimenticato la domanda.

Si riavvia il ciuffo dei suoi capelli castano chiari.

"Così è se tu accettassi di deludere un amico".

In cambio un vassoio di fragoline di bosco...

Un battito di ciglia e l'olezzo di rancido torna a solleticare le mie narici.

Mr Pink canta...
...la delusione è come un crème caramel andato a male, solo dal suo sapore sai come avrebbe dovuto essere...



Sunday, November 12, 2006

IN FUGA

Perdo tutto.
Parrucca, unghie e cappelli.
Con le piume di struzzo blu lascio tracce psichedeliche per richiamare l'attenzione dei passanti distratti, stretti in sgualciti trench dallo stile vagamente retro. Vintage anni 80, tutto qui.

Strappo piume lasciando che volteggino in un'aria di cui ignoro l'odore.
Il mio naso è ormai anestetizzato da esalizioni di piscio e muffa, lacrime e vapori.

Mr Pink cosa mi canterai ancora?

Wednesday, November 01, 2006

IN CELLA

Mi hanno imbavagliata, legata e buttata in una cella.
Potrei essere ovunque.
Berlino, Milano o Roma.
La vostra spia dell'ex DDr al momento è spacciata.
Urlo parole ubriache ad un compagno fuori di senno che sostiene di chiamarsi Mr Pink.

Colleziona ossa rotte e uova marce.
Mr Pink intona un inno:
lucido le mie spine per i boccioli che verranno
vomito grano e non mi appesantisco
mangio noia a colazione, non ti scordar di me per un improbabile pranzo.
L'approssimazione è la mia cena. Accompagnata da un buon porto che mi scaldi fino all'ultima tappa di questa debole goccia.
Brindiamo tutti alla salute di questa fottuta giornata.
Grazie a Dio sei finita.